Kembiki

Massaggio Ayurvedico - L'antica arte praticata in Giappone dai massaggiatori ciechi

Cosa è?

L'antica arte praticata in Giappone dai massaggiatori ciechi, il Kembiki, ha un'interessante applicazione nei trattamenti di ringiovanimento.

"Oggi c'è particolare attenzione e cura per il viso e sono molti i metodi che consentono di ritardare i segni del tempo, dalla cosmetica alla medicina estetica, fino alla chirurgia. Ma la particolarità del Kembiki è la capacità di rallentare l'invecchiamento cutaneo in modo naturale, e di mantenere il volto giovane e tonico".

Il nome della tecnica e quello dei suoi antichi praticanti condividono la stessa particella, Ken, che letteralmente significa sradicare, ed esprime la capacità di far riaffiorare il vissuto, tutto con una finezza e acutezza non consuete. Chi lo pratica, infatti, deve avere grande sensibilità. "Il Kembiki richiede un'estrema concentrazione del terapeuta che, durante la seduta, segue il ritmo della persona che sta massaggiando, rimanendo in silenzio per avvertirne le tensioni muscolari".

È una forma curativa che va al di là della semplice manipolazione: entra in contatto con l'intero organismo. Attraverso un lavoro sui tessuti profondi, non solo riporta in equilibrio la muscolatura, ma anche le energie fondamentali della persona. "Il trattamento si compone di tecniche miste, sfioramenti e manovre particolari che servono a sciogliere le tensioni che si accumulano sia per ragioni di postura sia psicologiche nella parte alta della schiena, nella fascia lombosacrale, sul collo e intorno alla mascella. Nel corso della seduta si può prendere coscienza della causa profonda della tensione, spesso associabile a trattenimenti, carichi psicologici (tipica la sensazione di portare il mondo sulle spalle), accumuli emotivi. Nel caso specifico del viso, la contrazione dell'area mascellare è connessa alla tensione su collo e dorso: insieme danno l'aspetto "a collo d'oca", la testa si inclina in avanti e i muscoli anteriori del collo si accorciano, mentre quelli posteriori si allungano". Tre i movimenti di base che si alternano durante il massaggio. "Si inizia con la trazione, dove si eseguono degli allungamenti profondi che coinvolgono i tessuti e le fasce muscolari. Che vengono così preparati alla seconda fase della suzione, così chiamata perché si affondano le dita in profondità nei tessuti e poi si risollevano come in una sorta di risucchio". Con questa manovra i tessuti vengono liberati dalle contratture.

"Infine vengono praticati dei movimenti lenti e leggeri a "S", a forma di onda, che riattivano lo scambio dei liquidi tra le cellule".

Il Kembiki è un trattamento senso-percettivo, con il quale si arriva a percepire i blocchi energetici e a liberarli, portandoli verso la superficie.

"È come un sasso buttato in acqua, che crea onde concentriche: lavorando in superficie i benefici si propagano a macchia d'olio, le onde trasmettono il rilassamento e la distensione anche alla muscolatura profonda. Le manualità lavorano sia il muscolo, sia la fascia entro cui è avvolto: in questo modo può ritrovare la sua posizione ideale e la tonicità originaria".